venerdì 17 marzo 2017

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Chi fa da selfie, va per terra (Giappone 2017, giorno 2)

Seconda tappa del nipporeportaggismo 2017 sul campo: Kyoto chiama mondo, rispondi mondo, ma anche Pianeta Terra chiama Squadra G, a che punto siete? Ohohoh. Una birra e un giro da Yodobashi tra le montagne di gunpla hanno chiuso ieri una giornata praticamente infinita qui a Kyoto, tra templi belliFFimi, foreste di bambù, GORILLA e il Playmobil Boia che spadroneggiava ovunque, con la sicumera tipica di un pupazzino di plastica tedesco alto molto meno di un pazzo. Oggi la radio mentale dei Pichikaato Faibu urla Twiggy Twiggy, tutti a ballare con la testa con Miss Nomiya, su. Si va? Si va [...]

Sono le 9 di una mattina di marzo baciata dal sole e sferzata dal vento, che ti vede già carburatissimo a té verde, quando l'intera cumpa del NippoTour, una ventina di gaijin sorridenti, si infila in un bus per raggiungere la prima tappa della giornata,
 il Kinkaku-ji, il padiglione d'oro (lo vedremo tra un attimo).
All'ingresso ti danno un biglietto così grande che ci puoi tipo avvolgere una mortadella intera. Con il piccolo lenzuolino da corredo in mano, vi addentrate nel meraviglievole giardino del Kinkaku-ji,
finché non vedete spuntare, accompagnato da un laghetto, il padiglione d'oro, appunto, uno dei 4milioni di reliquari di Budda presenti in Asia. Ché Budda ha sparso pezzi di sé in ogniwhere, era un tipo bello corpulento. "Un Buddanone", dici, mentre Tommaso spiega questa cosa delle reliquie, e improvvisamente la temperatura crolla di dieci gradi per la freddura ingiustificabile che hai tirato fuori. Si alza il vento.
Toh, per farti perdonare, ecco una foto panoramica di un certo livello, che potete anche stampare per avvolgerci la mortadella. Se strizzate gli occhi, riuscite a scorgere anche i ninja che stanno correndo sull'acqua, come ne Il mio nome è Remo Williams o il suo prequel, Il mio nome è Gesù. Ma nel momento stesso in cui riuscite a vederli, ovviamente è troppo tardi, siete già moruti.
Fate la conoscenza di un allucinato autostoppista di Tokyo, privo di guida galattica e di asciugamano ma munito di apposito cartello,
e ne approfittate per farvi scattare una foto. Daniele andrà in giro per tutto il giorno in maniche di camicia, indifferente al freddo. A fine giornata è passata direttamente la findus giapponese a prenderlo in consegna, ringraziando con un inchino.
Poco distante c'è uno dei tanti baracchini del tempio che vendono i portafortuna. E fin qui.
La cosa interessante è che, due metri dopo, c'è un cestino per buttare tutti quelli "non necessari". Uno compra un lucky charm buddista e si rende immediatamente conto che non se ne fa una fava? C'è il cestino. Questa è civiltà signori, questo è progresso.
Questo è invece un gioco scaramantico bastardissimo a cui si dedicano tutti i visitatori, ma come funziona esattamente - e quali drammatici risultati abbia raccolto la cumpa antristica provandoci - lo vedrete solo nel primo video, appena finisci di montarlo (domani, tipo).
E mentre l'ubiqua e malvagia Hello Kitty e i personaggi Disney capaabombi sforano nel merchandising templare,
ti fermi a un capannello a pippare tutto l'incenzo fino a quando non ti trascinano via. Ahhh!, dici, aromatizzato come una maglia in lana nepalese brutta venduta da Shiva Shop nella Cosenza degli anni 90 ai figli fricchettoni di un qualsiasi industriale cittadino.
Lì accanto ci sono i cartellini votivi con le capuzzelle disegnate e soprattutto le candele votive, che giovani giapponesi accendono nella speranza di essere corrisposti dai loro amori segreti, metti.
"Praticamente accendono un cero alla Madoka!", pensi, e prendi a ridere da solo come un gaijin particolarmente cretino per tipo tre minuti. Gli altri pensano sia l'incenzo e ti trascinano via di peso. Non era l'incenzo.
Saltate su un altro bus, caratterizzato da un autista con evidenti trascorsi da speaker in discoteca e una verve nella voce come neanche Natolia dei Bulgari. Il tono suadente del "Peperino di Kyoto", che allunga le S dei verbi fino a quando non finisce la frenata, scatena una voglia di vivere contagiosa. E siccome si fa troppo casino, un'anziana catananna di centoventi anni vi minaccia sventolandovi sotto il naso il suo bastone da catananna ninja affaffina.
Intanto, un tizio con gli occhiali irride una sua amica con la schiena distrutta e tutti quelli che soffrono di problemi simili. Non c'è scritto che ti curano o qualcosa del genere. C'è scritto "Mal di schiena? Ciupa".
Arrivate al Ryōan-ji, il celebre tempio con il giardino di rocce pettinatissime, e un cartello indica il "punto di evacuazione di emergenza per turisti". E c'è quella icona, ed è dietro un cespuglio. Metti che scappa l'evacuazione.
Un percorso da background rurale di un qualsiasi anime vintaggio vi porta fino al tempio,
dove purtroppo le pietre giganti da settecento chili a forma di cervello non sono in vendita, peccato,
 e la campana gigante di Hiroshi manco,
ma si può in compenso ammirare lo splendido e celeberrissimissimoro giardino zen fatto di rocce, curato da monaci con il pollice grigio. Come sa chiunque ci sia stato, le quindici rocce del giardino secco (che indicano la terra emersa circondata dal mare) non sono visibili tutte insieme da nessun punto. Qualunque sia il pdv, riesci a vederne solo una parte, ti dicono. Ma te noleggi una mongolfiera, le conti tutte e toh, muti. Gesto dell'ombrello nipponico, che è come quello occidentale, ma con più forza ed enfasi.
I tatami all'interno del tempio sono puliti e non ci sono ninja che sfondano le pareti di carta imbrattando tutto di sangue. Si vede che è il giorno libero, il giovedì, come per le colf ucraine.
Salta fuori da una tasca del giubbino il Playmobil Boia,
 e non lo controllate praticamente più, prende a spadroneggiare ovunque, urlando ALLA CONSOLE!!! insieme all'autista DJ di prima.
Sul terzo autobus della giornata, intanto, è OBBLIGATORIO parlare al conducente, perché non ci sente bene,
e ci sono sedili dedicati a mamme con bambini, invalidi e orsi d'accompagnamento.
La tappa successiva è l'incantevole foresta di bambù di Arashiyama, piena di giovini in kimono e solcata da trascinatori di risciò con sgabelli di legno massello da cinquanta chili appesi dietro, se no trascinare in salita due americani sovrappeso sul carretto dice che è troppo facile.
Vi addentrate nella foresta, scattando miliardi di foto, purtroppo non muniti di una katana alla Goemon con cui tagliare in diagonale un tronco e lasciare che scivoli via solo dopo avergli dato le spalle.
Strano, ti dici a un certo punto, che qui non sia passato nessun turista vandalo a incidere i cuoricioni che lo legano a qualche stroscia, come in ogni luogo turistico occidentale che si rispetti. Com'è che fai ad averci un qualcosa di bello senza un Cenzino LOVES Genoveffa?
E infatti ci stanno pure qui, sui rari tronchi a portata di minchioni. Fate tutti un minutino di raccoglimento per propiziare la morte degli autori del gesto, affinché un fulmine di Raijin li sottragga prematuramente alla loro esistenza di gente che disegna conigli cippa negli ascensori con le chiavi.
E mentre stai per spiccare il balzo da un'altura per raggiungere quelle case lungo il fiume, convinto per un attimo di averci davvero la Paravela dell'ultimo Zelda,
vi imbattete in un cartello con una scimmia. C'è scritto: "Fermatevi un attimo qui e vedrete apparire la scimmia". E voi lo fate,
e la scimmia appare. Andrà aggiunto però che il tizio con la maschera di scimmia è uno dei partecipanti al viaggio, che quella maschera se l'è portata dietro da casa. Perché? Perché sì, che domande. Un applauso per Davide, prego.
Poco sotto, imbarcazioni tradizionali carinissime scivolano lungo un corso d'acqua, praticamente quel ponte sul fiume kawaii,
mentre una caffetteria promette una percentuale di arabica nel loro caffè. Non ti dice quale, con onestà, ma solo che dentro ce n'è. Forse.
Accarezzate per un attimo l'idea di entrare in questo bar, in quanto tutti fan dei gufi e dei gatti del Bengala,
 ma poi venite distratti dal cane poliziotto con il suo collare luminoso
e dalla pensione in cui ti fanno gli scherzi mentali e ti danno un letto solo se hai finito Myst su PC senza cercare la soluzione da qualche parte.
 E mentre Ultraman s'annusa una ultrascella,
questo cartellone ti spiega in quanti modi da pirla puoi schiattare grazie un selfie stick. Pubblicità regresso dell'umanità.
 Saltate su un treno a scelta per la stazione centrale di Kyoto,
 che sorge accanto alla Torre di Kyoto
(dove i bambini delle scolaresche aspettano l'autobus seduti a terra, giusto perché si gela)
 e che è una meraviglia in vetro e acciaio e trentamila scalini,
che tipo a) sembra costruita con il Meccano in God Mode, b) se Rocky Balboa fosse vissuto a Kyoto anziché a Philadelphia, schiattava a metà rampa e l'incontro lo vinceva Apollo sì, ma a tavolino. Altro che saltello in cima, Balbò, lì son buoni tutti.
Un altro scatto della Kyoto Tàua, da una passerella in cui vi imbattete in un omino che impiega le ore a pulire un corrimano cromato.
Nulla in confronto a un suo collega genio, che resta fermissimo in questa postura, con un panno per mano, lasciando che la scala mobile li faccia scorrere entrambi lungo il vetro. L'unico lavoro che puoi fare anche dormendo, insieme al collaudatore di materassi.
A fine serata, inevitabilmente, prima scofanata di ramen, birrozza in un pub, ritorno in albergo, dove ti godi il sonno dei giusti per tipo tre ore, quattro al massimo. Non è questione di jetlag, è che il luna park di Nipponia ti gira in testa accaventiquattro. Restate sintonizzati, ne vedrete delle belve, dice Davide il Gorilla. 

57 commenti:

  1. Complimenti a Davide per la lungimiranza, devo dire.

    A "un cero alla Madoka" ho sbottato a tidere e mi hanno guardato tutti malerrimo, qua nell'occidentalissimo Texas. Sono un gaijin fuorisede.

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  2. Figata totale. Grazie di cuore. Avanti così! Tra una ciotola di ramen e l'altra consiglio un katsudon... buono da piangere!

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  3. Gli occhi restano spalancati per lo stupore: Che luoghi affascinanti, così tipici di tante scene viste in lontani anni di cartoni. Bellissimo reportaggio, divertente a dir poco!

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  4. La prossima volta mi prenoto!

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  5. Madoka che per giro.

    A Kyoto avevo fatto il giro dei templi e mi ero perso la foresta di bambù e il giardino di rocce. Il padiglione d'oro è bellissimo, soprattutto se c'è tanto sole perché splende parecchio. Immagino che oggi vedrete il palazzo dell'imperatore e dello shogun.
    Non vedo l'ora che ti possa addentrare nei negozi di pupazzame.

    PS: ho appena preso due Gunpla HG da montare.

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  6. Davide nuovo idolo! Attendo il calendario 2018 con il Playmobil boia e Davide scimmia ovunque!

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    1. Un calendario dell'Antro sarebbe bellissimo :D

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  7. Consiglio gastronomico. Per celebrare l'uscita di "Monster hunter XX" (3ds) i ristoranti Gasuto hanno messo in menù l'iconica "well done steak", ogni cacciatore di mostri sa quanto sia importante portarsene dietro qualcuna per le cacce più impegnative (o almeno portarsi dietro il bbq, mica si butta via tutta quella carne dei mostri...)

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    1. Da giocatore di Monster hunter, di lunga data, non mi è mai andata giù la faccenda che la bistecca ben cotta desse dei bonus maggiori di quella al sangue. Insegniamo ai giapponesi la giusta cottura delle carni!

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  8. Post con battute di un certo livello, e foto "meravigliosamente meravigliose"...grazie!

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  9. Ohayo Gozaimasu Doc. La foresta di bambu ed il padiglione d'oro sono sempre super evocativi in Kyoto ma, chissa' perche' , la Stazione dei treni mi crea sempre la maggiore nostalgia, forse per quel suo essere passato e futuro .... Comunque Okiou Tsukete Kudasai !

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  10. mannaggia a sti ramen, che fame! belle robe in giappone comunque... :D

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  11. Battute di classe, di quelle che ci si può solo inchinare e muti!
    Bellissime foto, bellissimo reportage e a forza di leggerli mi sta crescendo un sacco la voglia di un giro in Giappone, prima o poi lo sfizio me lo toglierò!

    Intanto attendo il video del giochino scaramantico!

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  12. Davide vero conoscitore delle cose del mondo, è arrivato preparato all'incontro con il cartello con la scimmia! ahahahah grandioso!
    tante risate e foto maggighe, l'antro che ti impara le emozioni!

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  13. Il lenzuolo bianco che danno all'ingresso del tempio d'oro è un amuleto da appendere alla porta d'ingresso di casa, per proteggersi dall'ingresso di spiriti negativi, non buttatelo via! E grazie come sempre per il reportaggio, che non si registravano tali livelli di ringere da tempo immemore :°)

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  14. posti incantevoli nonostante l'alto numero di deboscia che permea nelle fotografie...la scimmia vince l'internet a mani basse!!!

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  15. Bello bello bello, che altro dire?

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  16. Leggere l'antro prima di attaccare il lavoro come ai vecchi tempi? priceless!

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  17. Cavoli che bello,il Gipppone non è una delle mete che ho in cima alla lista però mi interessa parecchio,ci sono stati anche i miei tempo fa (insieme alla Cina) e mi hanno detto che è davvero un altro mondo.
    Non è che era la scimmia di San Remo in trasferta quella li?
    Ciao a tutti,buona continuazione

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  18. Ma poi i portafortuna gettati via vengono rivenduti a ciclo continuo dal chiosco adiacente? Genio nipponico!
    Va bene la scimmia, però adesso dovete procurarvi assolutamente anche un orso da compagnia. Grazie per il reportaggio e ganbatte a tutta la cumpa!

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  19. Una gita della Madoka!
    Lo hanno già detto? Ops.

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  20. Accendiamo tutti un cero alla Madoka 😂 tanta invidia, posti bellissimi e cartelli magici. Peccato per il potere totalitario di Hello Kitty, ma vabbè il resto compensa

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    1. Secondo la quarta profezia di Fatima la terza guerra mondiale sarà combattuta tra due regimi totalitari, l'alleanza orientale kawaii guidata da Hello kitty e l'impero del rosa shocking dominato da Barbie.

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    2. Non so proprio con chi schierarmi D: speriamo l'Italia scelga la neutralità

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  21. Complimenti per il reportaggio, fa davvero venir voglia di partire per il Giappone.

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  22. la manutenzione del suolo pubblico giapponese è sempre la parte migliore del viaggio, ricordo dei giardinieri che tagliavano l' erba con le forbici da capelli in modo tale che venisse artificialmente disuguale.... o i netturbini che pulivano i camion della monnezza fino all' ultimo schizzo di schifezza con una pezzetta microscopica...

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    1. e se posso aggiungo che il bello del giappone è il niente... ovvero che le cose più stupefacenti sono la loro gestione delle banalità!

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  23. Avevo letto in un volume di architettura della stazione di Kyoto, ma non mi ero reso conto di quanto fosse gigante. Una meraviglia modernista di acciaio.

    Tristezza infinita per i cuoricini sui tronchi, ma almeno non ci sono lucchetti appesi, vediamola così...

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  24. Che bel viaggio... doc pensi di organizzarne altri in futuro?
    I fotoreportaggi sono sempre un misto fra WOWWWWWW e macheLOL grandissimo e buona continuazione.

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  25. Si vede che il Giappone ti dà la carica, tra il cero alla Madoka e il ponte sul fiume kawaii sei in formissima!

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  26. La stazione di Kyoto è meravigliosa. Come del resto Kyoto stessa. L'anima del Giappone antico.
    Tra l'altro ai piani superiori della stazione si mangia benissimo. Essendo così grande la struttura ospita un sacco di ristoranti ai piani superiori e supermercati e negozi al piano terra.
    Ricordo almeno un paio di ristorantini, uno che serviva ottimi Tonkatsu mentre l'altro era specializzato in zuppe (ramen e udon). Davvero eccellenti.
    Qualcuno mi corregga se sbaglio ma appena fuori dalla stazione ci dovrebbe ancora essere una statua di Atom Boy in bella vista. Consiglio ( ma credo sia scontato) alla Doc Company che andrà a breve a Nara di recarsi anche a visitare il Kyomizu dera, a mio avviso uno dei panorami più indimenticabili che abbia mai visto. Non date invece da mangiare ai cervi cannibali che infestano la zona del tempio Todaiji.

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  27. "Cero alla Madoka" miglior battuta dell'internetto da qui al Duemilaecredici!

    Ho dovuto smettere di leggere per tipo 10 minuti per via che mi stavo strozzando dal ridere in ufficio. I colleghi non capivano perché lacrimavo...

    Bellissimo reportage e tanta invidia per non essere lì!

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  28. Un cero alla Madoka...ma quasi quasi ci fondo una religione...

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  29. Grande invidia e grande post, Doc!

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  30. che spettacolo! grazie e questi post sembra per un attimo di poter essere lì a godere del magico paese del Sol Levante!

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  31. È tutto spettacoloso e flippotrippissimo, supercomplimenti!

    Dov'è che si manda il curriculum per fare il Pulitore di Corrimano di Scale Mobili?

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  32. Grandissimi!! Due cose, il cartello dell'autobus con l'orso è fenomenale non posso non pensare a un orso seduto tranquillamente sul bus con il biglietto in una zampa e il giornale nell'altra e poi Davide mito, portarsi la maschera da casa è stato un colpo di genio!

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  33. Orsi, scimmie, bambù, barchetta, è tutto così giappiforme che mi ha stampato un sorriso in faccia ebete e perdurante. Buon ramen!

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  34. Quella foresta di bambù è il mio sfondo desktop da anni, tanta invidia.

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  35. la battuta su Buddha mi ha fatto molto male, sappilo...

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  36. Grazie per il gazzilione di foto che ci danno l'illusione di essere lì con voi, almeno un po' ^^

    Stima per Daniele sfida-freddo e per l'amico Davide: non sapevo che la scimmia di "Occidentali's Karma" fosse un antrista! XD

    La meglio battuta è quella sul fiume kawaii. Grande, Doc!
    Io però non riesco a staccare gli occhi dall'insegna del locale con gufi e gatti e dal manifesto col cane poliziotto... °_°

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  37. Grazie per il reportaggio che almeno è una consolazione per non essere li.
    Ma fa anche salire il livello di rosicheira over nine thousand.

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  38. Ma perchè l'orso? Cioè spiegatemelo per favore....ci sono i posti a cedere per gli orsi?
    Giuro, non ci arrivo proprio...handicappati, donne incinta e orsi? Ma mica mica prendono per il culo i giapponesi eh?

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    1. L'unica spiegazione che riesco a darmi è che sia un cane con la museruola...

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    2. A occhio è proprio un orso. Orecchiette comprese.
      Ora provo con "google immagini" magari ne vengo a capo.

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    3. Credo che l'orso polare sia l'equivalente del nostro fiocco di neve sugli autobus: indica la presenza di aria condizionata.

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    4. Eh anche a me pare orso per le orecchie, ma magari è solo disegnato male, o è un qualche tipo di cane diffuso da quelle parti e poco da noi... Oppure ha ragione Omoragno

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    5. Omoragno mi sa che ci ha azzeccato. E' l'unica cosa logica che mi viene in mente.
      Ho cedrcato con google immagini quell'adesivo ma non viene fuori niente.

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    6. Certo che è un collegamento un po' strano ahah! Comunque meglio dell'idea che mi ero fatto effettivamente, quindi opto anche io per aria condizionata

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  39. bellissimo!
    prima di festeggiare san patrizio per solidarietà alcolica con gli irlandesi mi chiedo disperatamente: ma il cartello con la faccia d'orso preoccupato cosa vuol dire????

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  40. al tuo "Accarezzate per un attimo l'idea di entrare in questo bar, in quanto tutti fan dei gufi e dei gatti del Bengala" sono svenuto dal ridere per mezz'ora!

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  41. Ma poi ci andate, vero, al museo dei manga di Kyoto? Noi ci capitammo davanti per caso: all'ingresso una ragazza ci ha chiesto da dove venivamo, quando abbiamo risposto "Italy" ha cominciato a parlarci in un italiano così perfetto che sembrava doppiata, faceva quasi impressione...
    La stanza all'ultimo piano da lacrime napulitante, con un sacco di disegni originali esposti, mi sono imbambolato davanti a un Capitano del mitico Leiji, un Tiger Mask vintaggio ma soprattutto ad un generic protagonista di manga sportivi di Mitsuru Adachi (tipo Tacchan di Touch ma chissà se era lui, so' tutti uguali) ritratto mentre lancia la pallina, un capolavoro di acquerello semplice e bellissimo.

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  42. Stupendo davvero, vorrei anch'io visitare il Giappone

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