giovedì 23 novembre 2017

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Ma quanto costavano i Playmobil, i Transformers o Bebi Mia nell'87? (Catalogo Gig è Bell 1987)

Grazie all'antrista Rec, che lo ha passato al fil di scanner, un altro catalogo di giocattoli va a comporre il puzzle di lacrime napulitante che stiamo portando avanti in questo covo di deboscia ormai da anni. Alla faccia di chi questi cataloghi li vende sulla baia a peso d'orzobimbo. Mancava all'appello, infatti, il catalogo Gig è Bel del Natale 1987, intereFFantissimo non solo per il carico di mariomeriolitudine spinta che si porta dietro per chiunque all'epoca fosse rEgazzino o sia oggi un appassionato di Transformers, radiocomandi, bambolotti sinceramente brutti. È che come per i cataloghi Gig di quegli anni, o per quello Mattel dell'84, CI SONO I PREZZI. Si può avere perciò conferma immediata di quanto diavolo costassero esattamente il Galeone Playmobil, Tripticon e la Fantabuggy dei Ghostbusters. Hey! Ho! Era quasi l'ottantò! [...]
Babbo Natale ascolta in copertina con la cuffietta gialla e viola trooooppo giusta del suo walkman I want your sex di George Michael, pensando alla Befana, 
e la pagina dopo ci introduce al Grande Concorso Playmobil. In palio uno scrigno dei dobloni d'oro o un colpo di scure del Playmobil Boia, a seconda. 
Ed eccoli, pronti via, i Playmobil, con il sacro dittico formato dal Galeone e dal Fortino. E qui facciamo partire subito il flame, perché sorry, fondamentalisti dei LEGO, sì, la filosofia DIY, il fascino bricolaggico del te lo monti da solo, ma questi due giocattoli erano incommensurabilmente fighi. INCOMMENSURABILMENTE. E costosi, cacchio. 110mila lire per il fortino, 120 per il galeone. Non ti hanno mai comprato né l'uno nell'altro e non è il caso di ripetere la storia dell'amico ricco che li aveva entrambi, insieme a tutti i Transformers e tutti i robot e tutto tutto. Volendo, di molto più economico c'era la stazione di esplorazione polare. Per vivere delle magnifiche avventure spalando neve e stronzi di orso bianco gelati.
Si prosegue con il treno, munito di Signorina Silvani con bagagli, il Ranch del West (figata astrale affiancare al fortino i vari edifici da frontiera), la stazione di servizio (72.500 lire per far pubblicità all'Esso, rendiamoci conto. In compenso la super e il diesel costavano zero, zero marchi, era convenientissimo farci benzina) e la casa di campagna con la giofane pampina che sta decollando sull'altalena, diretta verso l'infinito e oltre.
E ancora il circo della tristezza (90 carte? Ma mollami te e quel domatore bastardo che frusta gli elefanti), il castello medievale (questo sì che faceva cagare rispetto alle controparti LEGO. Però c'era la principessa ad accogliere Robin Hood, o qualcosa del genere), l'elicottero di soccorso e il peschereccio. Che costava quanto il galeone, perché questi erano uomini veri che sfidavano il mare, il Deadliest Catch di plastica tedesca dell'87, tipo.
Passiamo ai Ghostbusters della Filmation. La Fantabuggy costava alla fine 35mila oldlirez, il Trono Malefico di Malefix 54, il playset con la Casa degli Acchiappafantasmi muniti di gorillone 89.000. I singoli personaggi avevano il prezzo tipico di un'action figure anni 80, calmierato praticamente dai Masters: poco più di 10mila lire per portarsi a casa un Grunt, uno Scuotiossa, un Fangster o quella smandrappata di Futura. 
L'ampia sezione dedicata ai Transformers si apre con il celebre concorsone per vincere due fuoristrada. Una Suzuki Santana (con riff di chitarra e fascia tra i capelli zarra inclusi) per papà, un mini fuoristrada (con su scritto, a scanso di equivoci, "fuoristrada", per te. Un 125CC che faceva i 45 all'ora, in pratica più capiente e veloce della prima macchina che avresti avuto te una dozzina di anni dopo, una Y10. 
Il pupazzame trasformabile copre ovviamente gli Headmaster dell'epoca e altri Transformer coevi, oltre a vecchie glorie che Gig continuava a vendere come il pane. Troviamo così Tripticon e Scorpion (Scorponok) a 99 e 89 vecchioconiomoney l'uno.
Altri Headmaster poi tutti riproposti di recente da Hasbro nella linea Titans Return, come Duobot (Chromedome), Cruiserbot (Highbrow), Goblin (Brainstorm) e Blindobot (Hardhead)
L'incommensurabilmente fichissimo Iperbot Sei Trasformazioni (Sixshot) che diventa, recitava lo spot TV, "Un carro armato! Un falco alato! Mio cognato!". A 69.500 laires.
Questi sono invece gli Horrorbots Tagor (Apeface) e Tifon (Snapdragon), accompagnati da Commander e Convoy. L'Optimus Prime superclassicone G1 e il cugino bisarca costavano nell'87 la bellezza di 65.000 veterocucuzze, praticamente quanto Iperbot. Cose che non sono convoy. Ma quello blu, peraltro, non è il Convoy Diaclone? Boh.  
Ma 69.500 era il prezzo anche dei vari combiner Transformers, long-seller come Pentajet (Superion), Pentacar (Menasor), Devastator (Franco),
Multiforce (Bruticus) e Defensor. La meraviglia. Anche trent'anni dopo, e pure se il tuo Devastator G1 non si regge mai dritto ché c'ha il piede ruspa con l'alluce valgo, la meraviglia. 
I radiocomandi Gig Nikko avevano prezzi allucinanti. SI partiva da modelli plebei da 69 carte, ma si raggiungevano anche le TRECENTOTRENTA del Bison o le 390 del Dictator. Con le bandiere italiane, per non farsi mancare niente, e probabilmente pure qualche fascio littorio sotto il cofano. Quando c'era lui, i radiocomandi arrivavano sempre in orario. Bellissima la scritta "Stealth" sull'alettone di un coso rosso decorato con il tricolore e loghi gialli. 
Facevano parte della Scuderia Gig anche i fuoristrada Toyota e Malibù e una mini Testarossa con ruote slick, fari a scomparsa e bionda di Out Run sul sedile accanto se tiravi via la capote con il seghetto.    
Laser Combat, per giocare ai combattenti del futuro tipo Capitan Power, in compagnia del "bersaglio vagante bio-automatizzato Bart",
e altri veicoli tamarri. "Le macchine del potere", pensate per la Ka$ta, come Flex, il fuoristrada con le ruote che si gonfiano come una nota spese, e gli Eskalator, delle fottute scolopendre su ruote. 
Crash & Bash, il turbo rodeo, era invece questo emozionantissimo gioco di due fuoristrada legati a una mazzarella che andavano in pezzi spatafasciandosi davanti a un pubblico totalmente 2D, come in un videogioco di calcio della prima pleistéscio, circondati da una mezza dozzina di sponsor.
L'area bambole e bambolotti si apre con la malvagia Bebi Mia, "che si comporta come una bambina vera" e quindi storpia l'inglese come tutti. 149mila lire per portarsi a casa la versione robot scema di Super Vicki. Ma molto meno indisponente, va detto.
Poi, per prosciugare la tredicesima di poveri genitori di manica larga, c'erano il lettino, la carrozzina, il passeggino, i corredini, il marsupio... costava meno comprare un bambino vero in un negozio di rapitori zingheri e accudirlo.
La Ballerina dei Sogni viveva intanto una feroce rivalità con la Pattinatrice dei Sogni: la sconfitta, emarginata dal mondo dello showbiz, sarebbe diventata una passeggiatrice dei sogni. Triste, ma vero. Nancy Ballerina era abbigliata invece come una drogata da discoteca e aveva una cassettina con la sua musica preferita. Non vuoi sapere cosa c'era dentro.
I CuoreCaldo Fantasy, cioè con i capelli da catananna che ha fatto la simpa col colore della tinta, Bronciolino il bambolotto permaloso che se la lega al dito, Sbrodolino il bambolotto che fa le bollicine dalla bocca perché sta morendo. 
Dozzzy, con le tre Z del sonno, è invece "il dolce amico della buonanotte". Ma ha talmente una faccia da soggetto, che il bambino ride di lui anziché addormentarsi. Cento carte per farsi raccontare Riccioli d'Oro e i Tre Orsi. Meno male che i nonni sono gratis.
I Ridimmy, orsetti ripetenti, bocciati più e più volte alle elementari, e i Furskins, "gli orsi elegantoni", con il piede firmato da Xavier Roberts. Avessi detto Javier Zanetti (che nel mentre, a 14 anni, dribblava già mezzo pianeta, minimo). 
Il mini mondo di Pin e Pon, miniset dai prezzi non così mini, per "i bambini zuccherini". A Prato erano "Ping e Pong". 
'Notte 'Notte (Nitey Nite), peluche che si illuminano al buio. Se tua figlia sapesse che c'era un cavallo con una stella in fronte che faceva quelle robe, ti imporrebbe di tornare indietro nel tempo e comprargliene tipo dieci. 
Gli odiosissimi Tante Gambe, mostri schifosi che andavano sterminati come appreso in anni di duro addestramento sul cabinato di Centipede, altro che razzi. Provate a ingannare qualcun altro, bastardi alieni con le superga. Prego notare il trans Miss Tante Gambe, il drogato Tante Gambe Capellone e lo sparagnino 10 Gambe. 
Chiudiamo con Vanity, le mille voglie della tua vanità. Che ti resterà delle tue voglie? Vanità di vanità
Parrucche, unghie finte, treccine e trucchi per diventare una Tina Turner, una Jem delle Holograms, una Cindy Lauper, una Limahl, una Montalbán in versione Khan, a scelta.
Sull'ultima pagina c'erano i pacchi sorpresa da 35 e quasi 70mila lire, con dento roba un po' a caso, stile Pasqualone. Ma il claim in alto è stato strappato. Cosa si voleva nascondere? Quale verità ci è stata celata? Ma soprattutto, perché questi pacchi sorpresa sembravano dei sacchi a pelo pezzenti comprati alla standa?

SPULCIA ANCHE (CON GLI OCCHI A CUORICINO DA GME®):

- CATALOGO GIG 1986

- CATALOGO GIG 1988
- CATALOGO GIG 1990
- CATALOGO GIG 1991
- CATALOGO GIG 1993
- CATALOGO MATTEL 1981
- CATALOGO MATTEL 1984
- CATALOGO MATTEL 1990

mercoledì 22 novembre 2017

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Il vespino paninaro di Boy George

La memoria, alle volte, è un alleato stronzo quanto una cheerleader bionda in un film del Nuovo Cinema Guaglione. Quando fai a fidarti, alle volte, e fai male, perché quello che hai in mente è solo un parente lontano del vero, una sua versione parallela che ti sei creato te, nella tua testa. Io nel pensier mi fingo (fingoooo, fingoooo, fingoooo), per citare un recentissimo Caparezza. Perché dici ciò? Perché quando ti chiedevano, anni fa, quale fosse uno dei tuoi spot preferiti di quando eri rEgazzino, o probabilmente quello che ricordavi con un tasso di mariomerolitudine più pronunciata, non tiravi fuori pennelli cinghiale, tartufòn e no, nemmeno alieni nani molto selettivi in fatto di carta fotografica su cui far stampare i propri rullini. No. Parlavi sempre di quella vecchia pubblicità che sul Tubo non si trovava, quella dei due ragazzi con la Vespa e le note di Karma Chameleon di Boy George in sottofondo. Una storia di amore nato per strada, ma non dietro a un copertone in fiamme. Ma anche il motivo per cui ti ritrovi sempre a cantare quella canzone dimmerda dei Culture Club nei karaoke giapponesi, specie se con un tasso alcolemico che abbraccia forte il livello di semiebbrezza euforica. Il punto è che, ovviamente, pur nel rispetto della storyline principale, quella pubblicità te la ricordavi tutta diversa. Perché nel frattempo, sul Tubo, è ovviamente saltata fuori, ti faceva notare l'amico Fabio, come tutti gli altri spot della storia dell'umanità, e non è per niente come la ricordavi. Boy George e Vespa a parte [...]

giovedì 16 novembre 2017

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Justice League, la recensione senza spoiler

Justice League recensione poster
Temevi fortissimo. Temevi fortissimo che Justice League fosse quell'ibrido assurdo che i trailer cercavano di propinarti, un'Avengersizzazione innaturale e coatta del mondo marroncino alla Snyder, un luogo così allegro che alle feste di compleanno si cantano i carmina burana. Le gag in bocca a Batman - a Batman! - dopo avergli visto smitragliare la gente. Aquaman surfista di parademoni e tutto il resto. Il fatto che il lutto di Zack Snyder l'abbia costretto a mollare a un certo punto il progetto nelle mani proprio di Joss Whedon (accreditato come co-sceneggiatore della pellicola), lasciandogli facoltà di aggiungere una serie di scene extra, non faceva che accrescere questo timore. Ti aspettavi insomma di trovarti di fronte a un Avengers della DC ambientato in un mondo in cui non c'è spazio per gli Avengers e i loro colori. Ché già il poster qui sopra, così saturo da far diventare Batman blu, era una minaccia, non una promessa. Ti aspettavi di assistere al parto del figlio di un ippopotamo e di una giraffa, metti. E in effetti così è stato. Ma no, decisamente non nella misura in cui temevi. Perché sì, non è affatto un film perfetto e - anzi - ha un paio di problemi belli grossi, ma nel complesso Justice League non ti è dispiaciuto. Almeno per alcuni aspetti, l'hai trovato moderatamente riuscito. Frena un attimo: è forse questa una di quelle recensioni complicate che poi la gente precipitevolissima legge solo il voto alla fine, si fissa su quello e se ne sbatte delle migliaia di caratteri che, sulla scorta dei tuoi gusti, giustificano quel numero di presidentesse? Sì, ovvio [...] 
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Marvel Super Heroes, il nuovo album di figurine Panini sugli eroi Marvel

Marvel Super Heroes album figurine Panini
C'è in edicola questo nuovo album di figu Panini sugli eroi Marvel. E sì, è figo perché molti di quegli sticker riproducono delle cover classiche degli anni 70, e ci sono le card in cartoncino con altre copertine celebri. Marvel Super Heroes è un album di figurine praticamente identico concettualmente a quello di Tex uscito due anni fa: ci sono le tasche per le card, le figurine con effetto ruvido, quelle metallizzate e un fumetto da completare (scritto da James Robinson e disegnato da Chris Samnee). E siccome ti hanno regalato l'album, in due versioni, e un intero box di figu con il quale l'hai quasi completato, hai pensato di mostrarvi il tutto con un bel video munito di simpatica musichina (non è vero). A morte McPupazzo, viva sempre Spider-Man 2099. E il video? Eccolo! [...]

mercoledì 15 novembre 2017

42

Superman, Hulk e altri 30 tizi che hanno impugnato il Martello di Thor

Thor 30 eroi che hanno usato il suo martello
In origine doveva essere uno degli argomenti del 20 cose che forse non sapevate su Thor Ragnarok. Solo che il film ti ha depresso talmente tanto che non avevi voglia di scriverci un 20 cose, così è rimasto solo questo punto. Un listone che risponde alla domanda: quanti tizi nel Marvel Universe (e non solo) hanno sollevato Mjolnir, il Martello di Thor? E la risposta è "un frappo". Ecco dunque un elencone di almeno trenta supertipi diversi che si sono fatti i ganassa con il martello del Dio del Tuono. O se ne sono fatti fare un altro per i cavoli propri, del tutto [...]

martedì 14 novembre 2017

105

10 sigle dei cartoni talmente tristi che vi disintegreranno la giornata

Giusto ieri, a proposito dei Cavalieri dello Zodiaco scrausi di Saintini, si parlava della Balena Giuseppina. Sì, non c'entra una well-loved, ma è così che funzionano le cose da queste parti, non fate troppo caso. Hai pensato allora, per rallegrare questo martedì mattina di un mese notoriamente giulivo in cui tutti sono raffreddati, litigano con i termosifoni e vengono eliminati dai mondiali da una squadra in cui il portiere non sa neanche tenere in campo una rimessa dal fondo che sia una, con una raccolta di sigle di cartoni animati tristi. Molto tristi. Di quelle che poi vi fanno piangere in ufficio o in metro e fate pure la figura delle persone sensibili, anche se siete delle belve feroci come minolli selvatici. Mano ai fazzoletti e, per l'amor del cielo, usate delle cuffiette, se non volete causare un'epidemia di depressione [...]

lunedì 13 novembre 2017

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Asterione del Segugio e Moses della Balena (Saintini, figli di un'Atena minore - 7)

A quasi due anni di distanza dall'ultima volta, quando si era preso per il culo il Cavaliere della Fiamma, riparte Saintini, la rubrica sui Cavalieri dello Zodiaco campioni di figurimmè. Dopo il nemico giurato della Forestale, tocca stavolta a due Cavalieri d'Argento apparsi subito dopo la morte di Eris della Lucertola il Naturista, e morti come due poveri stronzi nell'arco di mezza puntata ciascuno. Signori e andromede, ecco la triste storia dei potentissimi (#uhguarda) Asterione del Segugio e Moses della Balena (episodi 24 e 25) Cavalieri d'Argento così scappati di casa che s'erano sbagliati, le loro armature non erano davvero d'argento, ma di carta alluminio [...]

venerdì 10 novembre 2017

34

Thor, Visione, 4 Hoods, Nathan Never, Morgan Lost, Secret Empire, Lazarus Ledd e tanto altro!

Prima tornata di Microletture post Lucca, con tutto quello che sei riuscito a smaltire in una manciata di giorni. Cioè poco, cioè c'hai ancora la megapila di albi e volumi che torreggia accanto al letto ricordandoti Pisa. Oh, d'altronde c'era pure in Mazinga Z Infinity una scena ambientata a Pisa (davvero), è tutto collegato. Questa volta parliamo di: i numeri 0 bonelliani di 4 Hoods, Creepy Past, Morgan Lost Dark Novels; Dylan Dog #374 e la sua copertina urlante; Nathan Never Rinascita #6; Lazarus Ledd #152; Spider-Man Collection - Le Graphic Novel; Il Mitico Thor Ragnarok; Visione vol. 2; Secret Empire #0. Hey! Ho! Diamociunamo'! [...]